Dopo una settimana relativamente fresca, ritorno di condizioni primaverili in quota
Ottieni link
Facebook
X
Pinterest
Email
Altre app
Breve retrospettiva
Dopo la giornata di sabato 05 aprile, per la quale nel pomeriggio era stato previsto un grado di pericolo 2-moderato a causa del problema valanghivo di neve bagnata, il calo delle temperature in quota e l'arrivo di masse d'aria asciutta avevano determinato una situazione valanghiva poco pericolosa, con debole pericolo di valanghe.
Le poche segnalazioni pervenute dal territorio confermavano il debole pericolo di valanghe, e descrivevano come fosse possibile trovare neve polverosa solamente nei pendii esposti a nord e riparati dal vento, mentre nelle altre esposizioni era possibile sciare su un ottimo firn. Il problema di strati deboli persistenti non era più riscontrabile se non a livello isolato, e le condizioni erano buone per le gite di scialpinismo primaverili.
Valanga a lastroni innescata probabilmente dal crollo di un seracco, a Melago in alta Val Venosta. Il grande sovraccarico necessario per il distacco di questa valanga conferma la buona stabilità del manto nevoso. (Fonte: Josef Plangger, 07.04.2025) Piana di Lazaun, in Val Senales. (Foto: Ludwig Gorfer, 08.04.2025)Bella neve polverosa (recycled powder) sotto la cima Rotebenkopf, a Melago, in alta Val Venosta. (Foto: Josef Plangger, 06.04.2025)Il vento ha lasciato il segno, in molti punti il manto nevoso è molto variabile e duro. L'immagine mostra il pendio esposto a nord durante la salita al Monte Magro, nel gruppo delle Vedrette di Ries. (Foto: Servizio Prevenzione valanghe, 09.04.2025)La primavera è già arrivata nelle valli, come qui nella Valle di Anterselva. I pendii esposti a nord, invece, presentano ancora un aspetto invernale. Vista dal Monte Magro verso sud. (Servizio prevenzione valanghe, 09.04.2025)Dai dati forniti dall'osservatore nivologico di Melago, a 1915 m, si vede come l'altezza del manto nevoso in valle (linea fucsia, la linea grigia rappresenta la media pluriennale) sia diminuita molto rapidamente all'inizio di aprile.Nei pendii ripidi e soleggiati, come qui in val di Fleres, la neve è spesso molto scarsa. Nei pendii ombreggiati ripidi e riparati dal vento, invece, a volte si può sciare in una bella neve polverosa, come qui nella Lotterscharte a Ladurns. (Foto: Servizio prevenzione valanghe, 11.04.2025).
Con la giornata di ieri la quota dello zero termico è tornata a salire oltre i 3000 m, ed il problema di neve bagnata è tornato ad essere rilevante. Il pericolo di valanghe è tornato ad essere moderato, grado 2, nella seconda parte della giornata.
Profilo del manto nevoso effettuato nella vedretta di Ries occidentale a 2852 m, sotto il Monte Magro, a Riva di Tures. Il manto nevoso era stabile, era stato possibile innescare delle fratture tramite il test ECT, ma senza propagazione: il problema di strati deboli persistenti non era più riscontrabile. In superficie è presente un strato di cristalli sfaccettati e neve pallottolare poco coesi, che potranno diventare uno strato debole se ricoperti da un lastrone di neve coesa durante la prossima nevicata. (Fonte: Stazione forestale di Campo Tures, 09.04.2025)
Previsioni
Durante il finesettimana la quota dello zero termico rimarrà prossima ai 3000 m, ed il problema di neve bagnata rimarrà rilevante con aumento del pericolo valanghe nel corso della giornata. Si consiglia di iniziare a terminare presto una gita di scialpinismo. La notte da sabato a domenica sarà nuvolosa, e domenica le masse d'aria in arrivo da sud saranno sempre più umide: queste condizioni aumenteranno il pericolo di valanghe di neve bagnata per la giornata di domenica.
A partire da domenica una perturbazione di stau da sud porterà delle nevicate in provincia: al momento sono previsti fino a 40 cm di neve fresca nelle tipiche aree di stau da sud, ma le previsioni dei modelli sono ancora soggette a forti incertezze.
Sabato scorso, 1° novembre, nel tardo pomeriggio verso le 15:45, sulla parete nord della Cima Vertana si è verificato un tragico incidente da valanga in cui hanno perso la vita cinque alpinisti. Si è trattato di una valanga a lastroni di neve asciutta di dimensioni medie (dimensione 2); la quota massima dell'area di distacco si trovava a circa 3460 m. Lo spessore del lastrone distaccato è stato stimato in circa 20 cm, la pendenza massima nella zona di distacco è di circa 45°. Nell'immagine la valanga che si è staccata nella parte superiore, meno ripida, della parete nord della Cima Vertana. (Foto: Soccorso alpino Solda, 01.11.2025) Sette persone stavano scalando la parete, due gruppi di due alpinisti ciascuno e un gruppo di tre alpinisti. Un gruppo da due componenti si trovava già nella parte superiore della parete, quando improvvisamente si è staccata una valanga che ha travolto i due alpinisti. Più in basso, la valanga ha trascinato con sé anche la cordata di tre al...
La cosa più importante all'inizio: su gran parte del territorio provinciale non c'è abbastanza neve per lo scialpinismo. E lì dove questo è possibile, la situazione valanghiva non va trascurata. Il pericolo valanghe è dovuto principalmente al problema degli strati deboli persistenti e della neve ventata. Problema degli strati deboli persistenti : sui versanti in ombra sopra circa 2200 m e su quelli soleggiati sopra circa 2500m la stratificazione del manto nevoso risulta sfavorevole. I punti pericolosi non sono facilmente individuabili. Bisogna muoversi con cautela. Problema della neve ventata : venti forti e quantità modeste di neve fresca nel nord della provincia hanno portato ad un aumento del pericolo valanghe. Gli accumuli eolici possono essere staccati da un debole sovraccarico, soprattutto in alta quota, ma se la visibilità è buona possono essere evitati. Manto nevoso instabile e temperature elevate in inverno. Il 16 e 17 dicembre ha nevicato in tutta la Provincia imbia...
Le recenti nevicate suggeriscono di prestare attenzione alle valanghe di neve asciutta a debole coesione e agli accumuli di neve ventata in quota. Un campo di bassa pressione ha portato nelle giornate di lunedì 22 e martedì 23 aprile delle nevicate in provincia. Sono caduti da 20 fino a 40 cm di neve fresca nel gruppo dell'Ortles-Cevedale, in Val d'Ultimo e nelle Dolomiti. A Solda, a livello locale, sono stati segnalati fino a 80 cm di neve fresca in quota. Nelle altre zone della provincia le nevicate sono state più deboli. Durante l'evento di precipitazione il vento era prevalentemente moderato dai quadranti orientali, dalla mattinata di oggi ha iniziato a spirare moderato dai quadranti settentrionali. Differenza dell'altezza del manto nevoso tra le ore 2.00 UTC di lunedì 22 aprile alle ore 2.00 UTC di martedì 23 aprile. In val Senales, a livello locale, sono cadute considerevoli quantità di neve fresca in quota. (Foto: Ludwig Gorfer, 24.04.2024) Il s...