Neve fresca e vento, aumento del pericolo di valanghe- Analisi di incidenti da valanga

 Le condizioni per le escursioni in ambiente innevato sono parzialmente pericolose, è necessaria la massima cautela.

Gli accumuli di neve ventata recenti sono fragili e instabili, mentre il problema dovuto agli strati deboli persistenti presenti nel manto nevoso costituisce un pericolo latente.

A partire dal pomeriggio di mercoledì, 25 febbraio, un fronte freddo proveniente da nord-ovest ha portato delle nevicate in provincia. Le nevicate hanno colpito maggiormente la parte settentrionale della provincia: nelle Dolomiti sono caduti da 5 a 15 cm di neve fresca, localmente anche di più, mentre presso la cresta di confine orientale e presso le vedrette di Ries sono caduti fino a 40 cm di neve fresca. Le nevicate sono cadute con vento con intensità da forte a uragano proveniente dai quadranti settentrionali.

Differenza dell'altezza del manto nevoso (compreso l'assestamento) tra le ore 01.00 di mercoledì 25.03.2026 e le ore 01.00 di giovedì 26.03.2026. I valori nei cerchi sono i valori misurati nelle stazioni nivometeorologiche, le aree colorate sono calcolate a partire da questi valori con un modello. I valori misurati spesso devono essere valutati con cautela a causa dell'effetto del trasporto eolico: la neve fresca caduta durante l'ultima nevicata é stata trasportata del vento tempestoso, e quindi i valori misurati possono sotto o sovrastimare la neve fresca effettivamente caduta.
Vento in alta quota (a 3000 m) alle ore 9.00 di giovedì 26.03.2026: il vento soffiava con intensità da tempestoso a uragano.
Valori di velocità e direzione del vento, e di temperatura, registrati dalla stazione Giogo Scabro, a 2926 m in val Passiria. Si nota come dalla serata di mercoledì 25.03.2026 il fronte freddo in ingresso abbia causato una forte diminuzione delle temperature, con raffiche di vento fino a 100 Km/h.
Il manto nevoso è attualmente fortemente influenzato dal vento, come qui al Giogo di Tisa, in alta Val Senales (Foto: fotowebcam.eu).

Nelle aree più colpite dalle nevicate è stato raggiunto il grado di pericolo 4, forte. Gli accumuli di neve ventata che si sono formati con il vento tempestoso sopra il limite del bosco sono instabili a tutte le esposizioni, e si sono depositati su una superficie sfavorevole (in parte brina di superficie nei pendii ombreggiati).

Gli strati deboli persistenti nel manto nevoso sono ancora instabili: le valanghe possono essere provocate dagli escursionisti in alcuni punti, raggiungendo dimensioni grandi.

Breve retrospettiva

Nella notte da sabato 21 a domenica 22 marzo 2026 una perturbazione proveniente dai quadranti meridionali ha portato fino a 20 cm di neve fresca, localmente anche di più, con venti da deboli a moderati provenienti dai quadranti meridionali.

Differenza dell'altezza del manto nevoso (compreso l'assestamento) tra le ore 01.00 di sabato 21.03.2026 e le ore 01.00 di domenica 22.03.2026.
Neve fresca nella Vedretta Alta, presso Cima Marmotta in Val Martello (Foto: Matthias Gutwenger, 22.03.2026).
Brina di superficie a Maso Corto, in alta Val Senales (Foto: Ludwig Gorfer, 23.03.2026).
Sopra i 2600 m ca era possibile trovare dell'ottima neve polverosa, come presso la Pinta di Mezz, a Resia (Foto. Josef Plangger, 25.03.2026).
Mercoledì 25.03.2026 sopra il rifugio Corsi, in val Martello, con i previsori valanghe di AINEVA è stato svolto un test ECT. Al decimo colpo con il gomito è stato possibile causare una frattura con propagazione in uno strato debole superficiale, molto probabilmente uno strato di cristalli sfaccettati. Al terzo colpo con la spalla è stato possibile causare una frattura con propagazione nello strato debole alla base del manto nevoso, di cristalli di brina di profondità di grandi dimensioni (Video: servizio prevenzione valanghe, 25.03.2026).

Dal territorio abbiamo ricevuto alcune segnalazioni di valanghe:

Valanga spontanea a lastroni di dimensioni medie (dimensione 2), osservata in un pendio esposto a nord-est a ca 2850 m, vicino a cima Stotz, in Val Senales (Foto Ludwig Gorfer, 23.03.2026).
Valanga di dimensioni medie (dimensione 2), innescata da uno scialpinista non coinvolto dalla valanga, in un pendio esposto a sud-est a ca 2900 m presso Cima della Neve, a Riva di Tures. Nello stesso pendio avvenne un incidente da valanga con due morti a inizio gennaio 2015. (Foto: Manuel Dejaco, 20.03.2026).
Valanga spontanea osservata in un pendio soleggiato vicino alla forcella del Santo, in alta Val Senales (Foto: Martin Abler, 21.03.2026).

Previsioni

Previsioni della neve fresca per le Alpi meridionali dello Stubai, a 2233 m (Fonte: Geosphere Austria).

All'inizio della prossima settimana si verificheranno ulteriori nevicate, il vento determinerà la formazione di ulteriori accumuli di neve ventata.

Analisi dell'incidente da valanga Monte Nevoso, 20.03.2026

Una scialpinista stava risalendo la cresta del Monte Nevoso, in valle Aurina, quando è stata coinvolta nel distacco di una piccola valanga a lastroni. La scialpinista è stata trascinata dalla valanga, ed è precipitata per ca 700 m dalla parete ovest del Monte Nevoso. La vittima è stata rinvenuta priva di vita dal soccorso alpino di Riva di Tures due giorni dopo alla base della parete, sepolta sotto una massa di neve.

Foto della valanga, a sinistra della cresta (Foto: Lukas Kremser, 21.03.2026).
Punto dell'incidente e punto di ritrovamento (Foto: Soccorso alpino Campo Tures, 23.03.2026).

Analisi dell'incidente da valanga Ruderer Berg, 21.03.2026

Sabato scorso, verso mezzogiorno, sulla cima Ruderer Berg in val Ridanna si è verificato un tragico incidente valanghivo che ha causato quattro vittime.

Al momento dell'incidente, sul pendio erano presenti diverse persone: alcune stavano scendendo (un gruppo di due persone), altre erano ancora in fase di risalita (un gruppo di due persone e un gruppo composto di sette persone). Almeno nove persone sono state travolte dalla valanga, otto sono rimaste completamente sepolte, mentre una persona è rimasta parzialmente sepolta in condizioni critiche (un braccio era ancora visibile).

Totalmente sepolto”: la persona è interamente sepolta dalla neve.
Parzialmente sepolto, critico”: la testa e quindi le vie respiratorie sono sepolte dalla neve, mentre altre parti del corpo sono in superficie.
Parzialmente sepolto, non critico”: la testa e quindi le vie respiratorie sono in superficie, mentre altre parti del corpo sono sepolte nella neve.
In superficie”: l'intero corpo è in superficie.

Si tratta di una valanga di grandi dimensioni (dimensione 3). Nella zona di distacco esposta a nord a 2380 m la pendenza era di 38°, l'altezza del ma manto nevoso nella zona di distacco era compresa tra 80 e 120 cm. Nella parte superiore la larghezza della zona di distacco era di 30 m, nella parte inferiore di 80 m. La valanga ha percorso una lunghezza di ca 300 m, con ca 130 m di dislivello (dal punto superiore dell'area di distacco fino al punto inferiore dell'area di deposito).

Foto della valanga. La valanga è stata in parte ricoperta dalla successiva nevicata, ma è ancora ben visibile (Foto: servizio prevenzione valanghe, 23.03.2026).

Due giorni dopo l'incidente è stato effettuato un sopralluogo con analisi del manto nevoso:

Analisi del manto nevoso effettuata presso l'area di distacco della valanga, a circa 2380 m. In superficie era presente un po’ di neve fresca, caduta dopo l’incidente. Al di sotto si trovano degli strati di neve ventata (cristalli arrotondati di piccole dimensioni), seguiti da tre strati di brina di superficie inglobata, intervallati da strati più duri di cristalli sfaccettati e cristalli sfaccettati in arrotondamento. In questi strati, durante i test di stabilità è stato possibile innescare solamente delle rotture senza propagazione (ECTN). Anche se l'ECT nella base debole ha reagito solo al 28° colpo, un'osservazione accurata dell'area di distacco mostra che la valanga si è distaccata sotto la crosta di inizio dicembre, nella base debole costituita da cristalli a calice (brina di profondità). La causa di questa valanga è quindi, come spesso è accaduto quest'inverno, il problema latente costituito dagli strati deboli persistenti (Fonte: lawis.at).
Immagine relativa al profilo del manto nevoso sopra descritto. Nella parte centrale del manto nevoso si distinguono chiaramente i tre strati di brina di superficie, mentre si nota anche la base instabile costituita da brina di profondità al di sotto della crosta (Foto: servizio prevenzione valanghe, 23.03.2026).

La valanga ha eroso il manto nevoso fino al suolo nella parte superiore della zona di scorrimento (segno del problema di strati deboli persistenti), come si può vedere chiaramente nella foto seguente:

Zona di distacco della valanga. Il pendio era già stato percorso il giorno precedente, e presentava tracce di passaggio (Foto: Soccorso alpino Ridanna-Racines, 21/03/2026).

Analisi dell'incidente da valanga Wiesjagglkopf, 24.03.2026.

Uno scialpinista stava sciando sotto la cima Wiesjagglkopf, in Vallelunga, quando è stato travolto da una valanga a lastroni. Lo scialpinista è riuscito ad attivare immediatamente lo zaino airbag ed è stato trascinato dalla valanga per un centinaio di metri, rimanendo però illeso in superficie.

Si tratta di una valanga a lastroni di dimensioni medie (dimensione 2), distaccatasi in un pendio esposto a nord-ovest a ca 2900 m con pendenza compresa tra 36° e 40°.

Immagine della valanga. Il puntino rosso è la persona travolta, con lo zaino airbag attivato (Foto: Martin Santeler, 24.03.2026).

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