Condizioni primaverili in quota - Fine emissione del bollettino valanghe

 Sabato 02 maggio verrà emesso l‘ultimo bollettino valanghe della stagione invernale 2025-26. Se avverranno cambiamenti rilevanti nella situazione valanghiva, gli aggiornamenti verranno pubblicati nel blog.

Dall'ultimo post del blog la situazione valanghiva non è cambiata in modo significativo, se non per le precipitazioni avvenute ieri, martedì 28, e oggi, mercoledì 29 aprile. Ha piovuto in tutta la provincia; in alcune zone, a causa del carattere convettivo dei fenomeni, le piogge sono state abbondanti e accompagnate in alcuni casi da tuoni e fulmini. La neve è caduta soprattutto al di sopra dei 2000-2300 m.

Distribuzione delle precipitazioni nelle ultime 48 ore. I valori complessivi si attestano per lo più tra i 5 e i 10 mm, ma in presenza di rovesci più intensi e temporali possono superare nettamente tale valore. Presso la stazione di Redagno, nel sud della provincia, sono caduti addirittura oltre 65 mm di pioggia.

La neve fresca caduta non influenzerà in modo significativo il pericolo di valanghe, tranne che nelle zone dove ha nevicato maggiormente, in particolare dal Latemar alle Dolomiti di Braies (dove in quota potrebbero essersi accumulati circa 30 cm di neve fresca o più). Domani, giovedì 30 aprile, occorre prestare attenzione a un aumento del pericolo valanghe dovuto a valanghe di neve a lastroni. A causa dell’irraggiamento solare e del riscaldamento la neve potrà consolidarsi vicino alla superficie (formando un lastrone), mentre la neve fresca e soffice fungerà da strato debole. Inoltre, domani nelle zone dove è caduta della neve fresca si devono prevedere valanghe di neve umida a debole coesione.

Altrimenti, nei prossimi giorni si verificherà una tipica situazione primaverile. È quindi importante seguire attentamente le condizioni meteorologiche, e prestare particolare attenzione alla pianificazione temporale dell'escursione.

Gli strati deboli persistenti nel manto nevoso sono instabili solamente in pochissimi punti sopra i 2500 m nei pendii ombreggiati: le valanghe possono essere innescate solamente con un forte sovraccarico, raggiungendo però in casi sfavorevoli dimensioni notevoli.

Sulla dura superficie del manto nevoso sussiste un pericolo di caduta nelle zone ripide al mattino.

Attualmente il servizio prevenzione valanghe dispone di limitati riscontri dal territorio; il pericolo di valanghe deve essere valutato in modo particolarmente accurato in loco.

Retrospettiva

Durante il fine settimana le condizioni per le gite di scialpinismo in alta quota erano ottimali: la quota dello zero termico è salita oltre i 3000 m, e le notti limpide e senza nuvole permettevano al manto nevoso di rigelare correttamente. Il pericolo di valanghe era debole al mattino.

Ottime condizioni vicino alla cima Teufelsegg, in alta Val Senales. Nessuna attività valanghiva osservata, ma molto caldo (Foto: Ludwig Gorfer, 25.04.2026).
Il manto nevoso aveva rigelato bene e le condizioni erano buone in alta quota sulla Punta di Finale, in alta Val Senales (Foto: Peter Vanzo, 26.04.2026).
In alta Valle Aurina solamente nei versanti ombreggiati alle alte quote è presente un manto nevoso continuo (Foto: Otto Voppichler, 26.04.2026).
Anche in Vallelunga è presente la stessa situazione, nei versanti soleggiati è presente poca neve. Nei giorni precedenti non è stata osservata nessuna valanga di neve bagnata (Foto: Josef Plangger, 27.04.2026).
C'è poca neve anche nei versanti soleggiati della Tofana di Dentro, al Passo Falzarego nelle Dolomiti (Foto: Giovanna Burelli, 24.04.2026).
A causa della scarsa presenza di neve, riceviamo ormai solo pochi profili del manto nevoso. Questo profilo proveniente da Madriccio, a Solda, mostra ancora il problema di strati deboli persistenti presenti al suolo. Tuttavia, dato che il gradiente termico non è più presente, si può presumere che i cristalli si stiano gradualmente arrotondando e che quindi questo strato si sia consolidato. Lo strato debole è protetto dagli strati di neve dura sovrastanti, e può essere innescato solo in casi sfavorevoli. Con l'ulteriore riscaldamento e l'umidificazione del manto nevoso, nelle prossime settimane sono ancora possibili valanghe spontanee di grandi dimensioni, soprattutto dai pendii ripidi in ombra in quota.
Da questa analisi del manto nevoso a quasi 3400 m si nota che, sul versante esposto a nord-ovest, il manto nevoso è ancora freddo e conserva riserve di freddo. La base debole di questo manto nevoso inizia ad arrotondarsi e a consolidarsi. Anche qui gli strati deboli vicini al suolo sono protetti dagli strati compatti sovrastanti, e difficilmente innescabili. Gli strati deboli nella parte centrale e superiore del manto nevoso non reagiscono ai test di stabilità.

Previsioni

Secondo le attuali previsioni meteorologiche, i prossimi giorni saranno asciutti; solo all'inizio della prossima settimana potrebbero verificarsi nuovamente alcuni rovesci, con un limite delle nevicate previsto al di sopra dei 2400 m circa. Il pericolo di valanghe è attualmente soggetto a lievi variazioni nell'arco della giornata: dopo notti serene, al mattino le condizioni sono buone e la situazione è poco pericolosa.

Previsioni di precipitazioni per la parte centrale della provincia. Da domani fino a domenica il tempo rimarrà asciutto, dopodiché sono nuovamente possibili precipitazioni. Si tratta di una previsione EPS. EPS sta per Ensemble Prediction System. Il modello meteorologico (in questo caso il modello meteorologico europeo) viene elaborato con condizioni iniziali leggermente diverse per calcolare le possibili incertezze nella previsione. Più sottili sono le barre, più sicura è la previsione.

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